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Lara Lugli: «Il Pordenone ha ritirato la citazione, restare incinta è un diritto, una vittoria per tutte le… – Corriere della Sera

by admin

Sono contenta, questa una vittoria storica per tutte le donne: Lara Lugli felice. La sua voce decisa ma serena, senza titubanze. Ha voglia di raccontare la sua storia a lieto fine. Pallavolista, 41 anni, nel marzo del 2019 scopre di essere incinta. Lo comunica alla sua societ a cui chiede — dopo la cessazione del contratto, prevista in questi casi — il pagamento dello stipendio di febbraio, e per risposta viene citata in giudizio per aver taciuto l’intenzione di avere figli al momento dell’ingaggio e non aver completato il campionato. La sua vicenda ha sollevato un’onda di solidariet generale e, alla fine, ha avuto ragione lei. Il Volley Pordenone il 14 maggio, a quattro giorni dall’udienza in tribunale (fissata per marted 18), ha ritirato la citazione e ottemperato a ogni obbligo nei suoi confronti.

Lara, soddisfatta?
S, davvero. Questo l’epilogo pi giusto. Ma non nego che sia stata una sorpresa. Non pensavo cambiassero rotta, non c’erano avvisaglie in tal senso. Voglio precisare che non c’ stata alcuna conciliazione con il mio ex club. una vittoria decisiva, non solo per me.

Ha pensato di non accettare il passo indietro del Pordenone e andare comunque in tribunale?
Sinceramente no. Non sono voluti andare avanti, hanno evitato il tribunale. Questo penso sia un segnale importante. Hanno sostenuto le spese legali e pagato la mensilit in cui ho lavorato. Va bene cos.

La deputata Boldrini si interessata alla sua storia.
Mi ha fatto piacere. Non le ho parlato personalmente, ma so che ha avuto contatti con la presidentessa dell’associazione Assist.

Coni e Federvolley l’hanno sostenuta?
Giovanni Malag e Giuseppe Manfredi (presidente Fipav, ndr) all’inizio mi hanno chiamata, ma poi non ho pi sentito nessuno. Anzi, una persona c’: Maurizia Cacciatori. Sono stata felice della sua telefonata.

Altri atleti le sono stati vicino in questo periodo?
Ho risposto a moltissime telefonate. Giocatrici incinte che hanno ricevuto il mio stesso trattamento, ma anche atleti discriminati per i contratti che ci fanno firmare. Sono nella maggior parte dei casi semplici scritture private, senza alcuna tutela. Incroci le dita e speri che non ci siano problemi. Altrimenti devi rincorrerli. E alla fine, se vuoi far valere quello che c’ scritto sopra, devi rivolgerti a un avvocato. Tanti amici, sia uomini che donne, mi hanno chiesto di non parlare solo dei casi di maternit e di portare alla luce anche questa situazione, porre attenzione sul nostro inquadramento.

Crede di avercela fatta?
S. Abbiamo sbattuto questa storia in faccia a chi faceva finta di non sapere. E non se ne interessava. Ora si dovranno fare delle domande. Spero di averli obbligati a cercare delle soluzioni.

Oggi ha 41 anni. Continua a giocare?
Vado avanti. Sono tesserata nel Saliera, in serie C. Vicino casa (Carpi, ndr). Lo faccio per passione e perch me l’hanno chiesto degli amici. Altrimenti avrei smesso.

Cosa le ha fatto pi male di questa vicenda?
Mi sono sentita ferita quando mi hanno accusato di aver taciuto l’intenzione di avere figli. Una cosa scandalosa. un nostro diritto diventare mamme. Poi stata messa in dubbio la mia professionalit. Anche questo mi ha fatto arrabbiare. Io non abbandono le squadre, non le metto in difficolt. Mi conoscevano bene, sanno cosa significa la pallavolo per me.

Ha ancora il desiderio di diventare mamma?
Un aborto spontaneo duro da digerire. Ho vissuto momenti duri. Riprovarci una scelta non semplice. Ho paura che mi possa succedere di nuovo.

Non influenzata dal timore di essere nuovamente discriminata sul lavoro?
No, questo non mi spaventa.

Come chiude questo capitolo della sua vita?
Mi sento pi forte, soprattutto per come si concluso. Ho dato uno schiaffo a tutta questa gente, a tutti quelli che ancora oggi hanno il coraggio di comportarsi in questo modo.

16 maggio 2021 (modifica il 16 maggio 2021 | 23:34)

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